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Dal 1° gennaio 2018 è entrata in vigore la legge 3 agosto 2017 n. 123 che all’articolo 9-bis recepisce la direttiva europea 2015/720 e detta disposizioni relative all’utilizzo di buste di plastica per la distribuzione dei prodotti e alla loro commercializzazione.

 

La norma distingue le borse di plastica in 3 gruppi:

1) Borse in plastica utilizzate come imballaggio primario per alimenti sfusi o fornite a fini igienici (reparti ortofrutta,panetteria, gastronomia, macelleria pescheria)

2) Borse in plastica per il trasporto (distribuite ad esempio alla cassa)

3) Borse in plastica riutilizzabili per il trasporto di merci in plastica tradizionale

 

 

Pubblichiamo di seguito le caratteristiche tecniche dei sacchetti e delle borse di plastica per la loro commercializzazione.

 

1) Borse in plastica utilizzate come imballaggio primario per alimenti sfusi o fornite a fini igienici (reparti ortofrutta,panetteria, gastronomia, macelleria pescheria)

– Spessore del materiale della singola parete: inferiore a 15 micron

– Le borse devono essere certificate biodegradabili e compostabili (UNI EN 13432:2002) da organismi accreditati e riconoscibili.

– Il contenuto minimo di materia prima rinnovabile (certificato EN 16640:2017 da organismi accreditati) deve essere almeno il 40% a partire dal 1° gennaio 2018. Successivamente dovrà passare al 50% a partire dal 1° gennaio 2020; ed infine essere del 60% dal 1° gennaio 2021)

– Conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti (MOCA): DM 21/3/1973 e Regolamenti (UE) 10/2011, (CE) 1935/04 e (CE) 2023/06

– Devono essere apposti gli elementi identificativi del produttore nonché le diciture idonee ad attestare il possesso dei requisiti di legge (ad esempio “borsa per alimenti sfusi, biodegradabile e compostabile UNI EN 13432:2002, con contenuto minimo di materia prima rinnovabile del… %, prodotta da…”)

 

2) Borse in plastica per il trasporto (distribuite ad esempio alla cassa)

– Nessun limite di spessore del materiale della singola parete

– Le borse devono essere certificate biodegradabili e compostabili (UNI EN 13432:2002) da organismi accreditati e riconoscibili.

– Devono essere apposti gli elementi identificativi del produttore nonché diciture idonee ad attestare il possesso dei requisiti di legge (ad esempio “borsa per il trasporto, biodegradabile e compostabile UNI EN 13432:2002, prodotta da…”)

 

3) Borse in plastica riutilizzabili per il trasporto di merci in plastica tradizionale

2Borse con maniglia esterna:

– Spessore del materiale (della singola parete) superiore a 200 micron se utilizzata in esercizi che vendono anche generi alimentari (30% plastica riciclata);

– Spessore del materiale (della singola parete) superiore a 100 micron se utilizzata in esercizi che vendono solo prodotti diversi dai generi alimentari (10% plastica riciclata)

 

 

 

 

1Borse con maniglia interna:

– Spessore del materiale (della singola parete) superiore a 100 micron se utilizzata in esercizi che vendono anche generi alimentari (30% plastica riciclata);

– Spessore del materiale (della singola parete) superiore a 60 micron se utilizzata in esercizi che vendono solo prodotti diversi dai generi alimentari (10% plastica riciclata)

 

 

 

 

Devono essere apposti gli elementi identificativi del produttore nonché diciture idonee ad attestare il possesso degli spessori e degli altri requisiti di legge (ad esempio “borsa per il trasporto riutilizzabile con spessore di… micron e % di plastica riciclata del…%, prodotta da…”)

 

Tutte le borse di plastica con le nuove caratteristiche sopra elencate potranno essere commercializzate solo a pagamento, non potranno quindi essere cedute gratuitamente e il prezzo di vendita per singola unità dovrà risultare dallo scontrino della spesa (o dalla fattura d’acquisto delle merci).

L’obbligo di far pagare le sportine e di esporne la voce distinta per ogni singola unità sullo scontrino, riguarda sia le borse monouso che quelle riutilizzabili. 

Restano escluse da questo obbligo le borse in carta, in tessuti di fibre naturali, in fibre di poliammide e in materiali diversi dai polimeri.

 

Possono inoltre essere distribuiti solo i sacchetti conformi ai sensi dell’articolo 226-bis del Dlgs 152/2006

Si ricorda che tale cessione è da assoggettare all’aliquota ordinaria del 22%, sarà opportuno, quindi,  adeguare il registratore di cassa riservando un “reparto” a questa operazione.

 

Pesanti sono le sanzioni per chi non osserva queste regole. La violazione delle disposizioni è punita con sanzione amministrativa da € 2.500 a € 25.000. Le sanzioni possono essere aumentate fino al quadruplo se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure un valore di queste ultime superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore, nonché in caso di utilizzo di diciture o altri mezzi elusivi.

 

 

 

Per informazioni:

Ufficio Aree di Mestiere Alfredo Perico (tel 035.274.292 — Fax 035.274.324; e-mail alfredo.perico@artigianibg.com).

 

 

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