CONVENTION CATEGORIE 2017, I SEGNI DISTINTIVI DELLE PICCOLE IMPRESE PER COMPETERE NEL MERCATO GLOBALE

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I prodotti e i servizi a valore artigiano hanno tutte le carte in regola per competere nel mercato globale. È  il messaggio emerso alla Convention Categorie di Confartigianato che il 14 e il 15 dicembre ha riunito a Roma 150  dirigenti e responsabili delle tante, diverse attività artigiane provenienti da tutta Italia.
Due giorni di intenso confronto con esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’economia, della ricerca per fare il punto sulle prospettive delle piccole imprese. Alla fine, tutti d’accordo nell’indicare i valori artigiani come l’arma vincente per conquistare il mercato. Perché il mercato cerca l’unicità, la qualità, le competenze, la diversità che soltanto i piccoli imprenditori sanno esprimere.
Non è un caso che il titolo e il filo conduttore della Convention fosse proprio “Segni distintivi” per indicare quelle caratteristiche degli artigiani che fanno la differenza e rendono i loro prodotti e servizi inimitabili da qualsiasi algoritmo.

Cinque le parole chiave su cui fare leva per costruire il futuro delle categorie: territorio, competenze, mercato, valore, innovazione. Cinque ingredienti che gli imprenditori devono saper mixare nelle giuste dosi per trovare la ricetta più adatta da proporre sul mercato.
Giovan Battista Donati
, delegato alle Categorie di Confartigianato, riassume così l’impegno di Confartigianato per esaltare i valori espressi dalle imprese: “Oggi è emerso un messaggio molto forte dagli imprenditori artigiani che devono essere all’altezza dei tempi e dei cambiamenti che sono velocissimi, devono avere tutte le condizioni per stare sul mercato con le competenze, il valore, l’innovazione propri del lavoro artigiano. La Convention segna l’inizio di un percorso che verrà realizzato attraverso la Consulta delle categorie e le strutture confederali per poter offrire alle nostre imprese i migliori strumenti per farli crescere insieme a noi”.


Confartigianato è pronta quindi ad accompagnare gli imprenditori nelle sfide dell’economia del futuro ma, ha messo in guardia il Segretario Generale Cesare Fumagalli, non si pensi di tornare alle condizioni precedenti alla grande crisi che in questi ultimi anni ha sconvolto l’economia mondiale. Bisogna inventare nuove strade: “Bisogna cercarsi un futuro lontano da ogni ‘Congresso di Vienna’ che voglia restaurare quello che c’era una volta e che oggi non c’è più. Oggi i mercati sono aperti, le tecnologie digitali sono molto più pervasive: è un futuro diverso da quel passato, non è inseguendo il ritorno al passato che possiamo fare gli interessi delle piccole imprese”.

 

 

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