IL 2018 INIZIA CON UN +5,9% DEL COSTO ENERGIA ELETTRICA PER LE PICCOLE IMPRESE

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Il 2018 si apre con un aumento del costo dell’energia elettrica per le piccole imprese che si intreccia con l’introduzione della nuova struttura degli oneri di sistema. L’Indice Confartigianato del costo dell’energia elettrica sul mercato di maggior tutela di una Micro-piccola impresa (MPI) esamina il trend dei prezzi sul mercato di maggior tutela per sette profili maggiormente rappresentativi di imprese artigiane e MPI e trova la sintesi in un profilo tipo con una potenza impegnata di 45 kW e un consumo annuo di 60 MWh. Al primo trimestre 2018 la MPI tipo sostiene un costo annualizzato per l’energia elettrica di 12.144 euro – pari a 20,24 c€/kWh – in crescita del 5,9% rispetto al trimestre precedente (679 euro in più) e del 10,9% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (1.195 euro in più). L’accentuata crescita del costo della commodity elettrica tende a comprimere i margini delle piccole imprese: a novembre 2017 i prezzi alla produzione nel settore manifatturiero segnano un aumento dell’1,6%, come abbiamo evidenziato nel nostro recente report congiunturale.

 

L’esame della dinamica delle componenti della bolletta elettrica delle imprese evidenzia che la crescita rilevata in ottica congiunturale è da imputarsi all’aumento del 7,9% della Spesa per la materia energia e dell’8,2% degli Oneri di sistema mentre diminuisce del 2,2% la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore. L’aumento rilevato in ottica tendenziale è da imputarsi all’intensa crescita del 23,8% della Spesa per la materia energia e al +4,5% della Spesa per oneri di sistema mentre diminuisce del 2,2% la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Per quanto riguarda il costo del dispacciamento pagato dalla MPI tipo nel I trimestre 2018 si osserva una marcata risalita (+23,9%) arrivando a 684 euro l’anno rispetto ai 552 euro del precedente trimestre, il valore minimo dall’inizio delle rilevazioni di questa componente di costo nel IV trimestre 2013; su base tendenziale il Dispacciamento registra una diminuzione del 7,6%.

 

Il costo della bolletta elettrica della Micro-piccola impresa tipo è composto dalla Spesa per la materia energia per il 43,8% – composto da un 38,2% di componente Energia e un 5,6% di Dispacciamento – dalla Spesa per oneri di sistema per il 34,6%, dalla Spesa per il trasporto e la gestione del contatore per il 15,5% e dall’Accisa per il 6,2%.

 

La dinamica dell’Indice nel I trimestre 2018 è influenzata da un marcato incremento degli oneri dato che il profilo tipo di 60.000 kWh e 45 Kw di potenza è penalizzato dall’applicazione della riforma. Dal 1 gennaio 2018 gli oneri confluiscono in due nuovi raggruppamenti: per una MPI l’87,4% si concentra in “Oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione”, componente che copre gli incentivi alle fonti rinnovabili e le agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia mentre il 12,6% riferisce alla componente “Rimanenti oneri generali”. La riforma prevede il passaggio ad una struttura trinomia con l’introduzione di una quota potenza: per la MPI tipo la quota energia scende dal 96,8% al 69,6%, la quota fissa scende dal 3,2% allo 0,5% mentre la quota potenza rappresenta quasi un terzo (29,9%) degli oneri, diventando una variabile chiave per ottimizzare la bolletta elettrica.

 

In relazione al consumo del profilo tipo di 60.000 kWh al I trimestre 2018 si osserva una riduzione del prelievo per oneri al di sotto di una potenza di 33 kW, mentre al sopra di tale limite si osserva un aumento che progressivamente cresce di intensità al salire della potenza. Più in generale – prendendo in considerazione il segmento di BT sopra ai 16,5 kW – si osserva che al di sotto di un consumo di 30.000 kWh la riforma determina un aumento degli oneri, indipendentemente dalle ore di utilizzo equivalente. Dai 30.000 kWh la curva di indifferenza indica poco più di 1.600 ore equivalenti annue di utilizzo della potenza e progressivamente sale per arrivare in corrispondenza di un consumo di 300.000 kWh a circa 2.000 ore equivalenti: con un utilizzo superiore a tali limiti si registra una riduzione della spesa per oneri, mentre sotto tale limite si registra un aggravio della spesa.

 

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