LAVORO – FIRMATO L’ACCORDO PER LA RIFORMA DEL MODELLO CONTRATTUALE DELL’ARTIGIANATO

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Lo scorso 23 novembre a Roma i vertici delle Confederazioni dell’artigianato delle Pmi – Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani, Claai – e di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l’accordo per la riforma del modello contrattuale e sulla rappresentanza.

 

A 259 giorni dall’avvio del tavolo di confronto, aperto il 9 marzo presso la sede di Confartigianato, i leader delle Organizzazioni imprenditoriali e delle sigle sindacali hanno raggiunto e siglato un’intesa di portata storica che contiene importanti novità.

 

A cominciare dall’applicazione della riforma che riguarda non solo le imprese artigiane, ma anche le piccole imprese e le imprese associate. L’accordo, poi, riconosce la centralità del ruolo delle parti sociali nella determinazione del salario nazionale, abolendo gli automatismi. Nelle attuali condizioni dell’economia, infatti, non ha più senso legarsi ad un unico parametro predeterminato per stabilire la dinamica salariale. E ancora, l’intesa siglata potenzia il decentramento contrattuale per dare risposte specifiche e sempre più complete alle aziende operanti nei diversi territori italiani, ed introduce, accanto alla contrattazione regionale, anche la possibilità di articolare la contrattazione di II livello in maniera differente, anche aziendale.

Novità anche per il numero dei contratti nazionali di lavoro che vengono ulteriormente semplificati attraverso l’accorpamento in 4 aree contrattuali: manifatturiero, servizi, edilizia e autotrasporto. Inoltre, l’accordo rafforza la bilateralità, come strumento di partecipazione, puntando all’efficientamento massimo degli strumenti bilaterali operanti nei terreni della sicurezza del lavoro, ammortizzatori sociali, sanità integrativa formazione e welfare.

 

Alla firma dell’accordo hanno partecipato il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, il Segretario Generale Cesare Fumagalli, i presidenti di Cna, di Casartigiani, e il Segretario Generale di Claai. Per i Sindacati sono intervenuti i Segretari Generali della Cgil Susanna Camusso, della Cisl Annamaria Furlan, della Uil Carmelo Barbagallo.

 

“I contratti di lavoro e le relazioni sindacali– ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese Giorgio Merletti– devono essere capaci di adattarsi ai rapidi cambiamenti dell’economia. Con questo accordo siamo i primi a darci regole che vanno in questa direzione. La riforma contrattuale che abbiamo firmato oggi ha il coraggio di valorizzare le profonde innovazioni, l’alta qualità produttiva e la capacità competitiva delle imprese ‘a valore artigiano’. Abbiamo semplificato il numero dei contratti, ne abbiamo esteso l’applicazione alle imprese non artigiane, potenziato il secondo livello di contrattazione per misurare la produttività dove si realizza e dare risposte su misura alle diverse esigenze dei territori italiani, anche attraverso la negoziazione dell’orario di lavoro. Abbiamo affidato alla negoziazione tra le parti gli aumenti salariali a livello nazionale, senza automatismi, abbiamo rafforzato la bilateralità per offrire efficaci soluzioni di welfare agli imprenditori e ai dipendenti”.

“Il nostro – aggiunge Merletti – è un modello contrattuale innovativo ed agile che vuole vincere una grande sfida: creare condizioni di efficienza e competitività e generare un circuito virtuoso di sviluppo economico di cui beneficeranno imprese e lavoratori”.

 

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