LEGGE DI BILANCIO: NOVITÀ IN MATERIA DI LAVORO

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La Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) ha introdotto misure atte a promuovere l’occupazione giovanile stabile.

 

Per l’anno 2018 il Governo ha introdotto un’agevolazione che consiste in:

 

  • esonero versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi premi e contributi INAIL)
  • per una durata massima di 36 mesi
  • entro il limite massimo di 3.000 Euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

 

L’agevolazione può essere richiesta dai datori di lavoro privati a determinate condizioni, sintetizzate di seguito:

 

  • assunzioni a tempo indeterminato con contratto a tutele crescenti (D. Lgs. 23/2015)
  • effettuate nel 2018, ossia nel periodo 1 gennaio 2018 – 31 dicembre 2018
  • di soggetti under 35, ossia entro il compimento del trentacinquesimo anno di età
  • di soggetti che non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro (sino a nuova definizione, il requisito di occupabilità sarà verificabile tramite C2 storico e autodichiarazione del dipendente).

 

L’esonero contributivo si applica anche nei casi di trasformazione di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, fermo restando il possesso del requisito anagrafico da verificare alla data della trasformazione.

 

Per quanto riguarda l’apprendistato professionalizzante potranno verificarsi due diverse situazioni:

 

  • il dipendente ha svolto un periodo di apprendistato presso un datore di lavoro senza essere stato confermato; in tal caso il nuovo datore di lavoro potrà richiedere l’esonero triennale, se ricorrono le condizioni di cui sopra
  • il dipendente ha svolto un periodo di apprendistato ed è stato confermato successivamente alla data del 31 dicembre 2017; in tal caso il datore di lavoro potrà richiedere un esonero pari al 50% dei contributi per un periodo massimo di 12 mesi solo se l’apprendista  non ha compiuto 35 anni alla data di prosecuzione. L’esonero verrà applicato a partire dal mese successivo a quello di scadenza del beneficio contributivo connesso all’apprendistato (ossia, alla scadenza del beneficio contributivi esteso sino a un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine dell’apprendistato, ex art. 47 D. Lgs 81/2015).

 

Come per le precedenti agevolazioni, restano fermi i principi generali di fruizione degli incentivi di cui al D. Lgs. 150/2015 (in estrema sintesi, il datore di lavoro che assume non può fruire di agevolazioni se non rispetta il diritto di precedenza, se assume per ottemperanza a obblighi di legge o CCNL,  se assume per durante sospensioni di lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale, se assume per eludere la legge, ad esempio licenziando un lavoratore per riassumerlo in una società che presenta assetti proprietari coincidenti). Inoltre, l’esonero contributivo non spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi (L. 223/1991) nella medesima unità produttiva.

 

L’esonero contributivo non si applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato. L’esonero, inoltre, non è cumulabile con altre agevolazioni previste dalla normativa vigente, limitatamente al periodo di applicazione delle stesse.

Viene introdotto il principio di portabilità, pertanto se il dipendente assunto con l’agevolazione cambia datore di lavoro in corso d’anno porterà con sé il beneficio che quindi verrà riconosciuto al nuovo datore di lavoro per tutto il periodo residuo utile, indipendentemente dall’età anagrafica alla data della nuova assunzione. Se, invece, il dipendente assunto con l’agevolazione viene licenziato per giustificato motivo oggettivo nei sei mesi successivi rispetto alla data di assunzione l’esonero verrà revocato e il beneficio già fruito dall’azienda dovrà essere restituito. Tale revoca non avrà effetti nei confronti di altri datori di lavoro che (eventualmente) assumeranno nel corso del 2018.

Qualora un datore di lavoro assuma nel 2018 con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato duale l’agevolazione viene elevata alla misura dell’esonero totale triennale dei contributi a carico del datore di lavoro (esclusi premi e contributi INAIL), entro il limite massimo di 3.000 Euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Dal 1 gennaio 2018 sono infatti abrogate le vecchie agevolazioni (ossia, i commi 308, 309 e 3010 dell’art. 1 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, che prevedevano l’esonero dal versamento dei complessivi contributi  previdenziali  a  carico  dei  datori  di   lavoro per 36 mesi nel limite di 3.250 Euro annui).

Si anticipa che, a partire da gennaio 2019, l’esonero sarà limitato con riferimento all’inserimento di soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il trentesimo anno di età e che non abbiano mai avuto in precedenza rapporti fissi d’impiego.

 

Tra le altre misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 in materia di lavoro si segnalano:

  • l’abolizione dell’uso del contante per corrispondere la retribuzione al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato. Pertanto, dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o i committenti dovranno corrispondere la retribuzione ai lavoratori, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale a mezzo di: bonifico sul c.c. con IBAN indicato dal lavoratore; strumenti di pagamento elettronico; pagamento in contanti presso sportello bancario o postale ove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o a un suo delegato.
  • l’innalzamento delle soglie reddituali per accedere al beneficio del c.d. bonus 80 euro; in particolare, la misura del credito resta ferma a 960 Euro annui, mentre il bonus spetterà per un reddito complessivo non superiore a 24.600 Euro (soglia che sostituisce la precedente di 24.000 Euro).

In attesa della Circolare INPS, che definirà l’operatività dell’agevolazione, gli uffici restano a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

Per informazioni:

Ufficio Consulenza Lavoro e Sindacale ( consulenzalavorosindacale@artigianibg.com)

 

 

 

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