NORMATIVA “COMPRO ORO”: EMENDAMENTO PER ESCLUDERE LE AZIENDE ARTIGIANE

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Dal 5 luglio scorso è in vigore la nuova normativa che regolamenta l’attività dei cosiddetti “compro oro”. Questa, introduce pesanti adempimenti burocratici fortemente penalizzanti per le imprese orafe che svolgono attività – in forma residuale o minima – di permuta o compravendita di oggetti preziosi usati con nuovi.

 

Confartigianato Imprese prosegue nella sua opera in favore della categoria per cercare di snellire questo provvedimento. Per questo è stato recentemente presentato al MISE un emendamento per escludere dalla definizione di “compro oro” le aziende che svolgono tale attività in forma “occasionale e connessa strumentalmente all’esercizio delle attività di lavorazione dei metalli preziosi e delle gemme”.

L’emendamento ha ottenuto il parere favorevole del MISE.

Questo emendamento intende escludere dall’applicazione di parte della normativa le aziende del settore orafo che si occupano prevalentemente di lavorazione dei metalli preziosi e che in maniera del tutto occasionale e accessoria effettuano anche compravendita o permuta di oggetti usati in oro o altri metalli preziosi (che siano prodotti finiti, gioielleria, rottami, cascami o avanzi in oro e gemme).

 

Confartigianato Imprese condivide e comprende la ratio del provvedimento volto a combattere il fenomeno sempre crescente del riciclaggio. Tuttavia si augura che il favore con il quale l’emendamento è stato recepito dal Ministero conduca ad una correzione della normativa, nel senso della salvaguardia delle imprese artigiane orafe, da onerosi obblighi burocratici.

 

Per informazioni:
Ufficio Aree di Mestiere – Alfredo Perico (Tel. 035.274.292; e-mail: alfredo.perico@artigianibg.com).

 

 

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