BUSTE E SACCHETTI PER LA DISTRIBUZIONE DELLE MERCI ACQUISTATE: ECCO ALCUNE FAQ

Archivio
  • Home    
  • BUSTE E SACCHETTI PER LA DISTRIBUZIONE...

Dal 1° gennaio 2018 sono entrate in vigore una serie di disposizioni volte a ridurre l’utilizzo delle borse di plastica in materiale ultraleggero e a vietare la commercializzazione in generale delle borse di plastica (leggere e non).

Queste disposizioni, che hanno recepito la Direttiva Comunitaria n° 720 del 2015, sono state inserite nel Codice dell’Ambiente agli articoli 226-bis e ter, dalla legge di conversione n° 123/17 del DL n° 91/17 che rispettivamente disciplinano: i divieti di commercializzazione delle borse di plastica e la riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero.

 

Per quanto riguarda le novità introdotte dalla legge di conversione si rimanda all’articolo già pubblicato sul nostro sito (clicca qui).

 

In questi primi giorni dell’anno se ne è parlato molto soprattutto per gli obblighi introdotti con l’utilizzo dei sacchetti ultraleggeri monouso per alimenti (frutta, verdura, carne e pesce) i quali devono essere venduti e l’atto di vendita deve comparire in modo chiaro sullo scontrino fiscale.

Alla luce di questa normativa, sono però sorte molte domande sulla modalità applicativa in settori commerciali diversi dal comparto alimentare, spesso coinvolgenti le categorie artigiane. Basti pensare alle pulitintolavanderie, alle calzolerie, agli ottici o agli orafi per fare solo qualche esempio.

A tal fine, Confartigianato Nazionale ha raccolto le prime ed urgenti domande in materia, chiedendo un incontro con i funzionari ministeriali competenti che hanno studiato e preparato il corpo delle norme.

Tale confronto ha prodotto il materiale riportato di seguito nel quale si elencano le prime risposte verbali, utili come orientamento di massima, ferma restando la necessità di conferme scritte ed ulteriori approfondimenti tecnici, soprattutto ove si verificassero difformità di pareri o di orientamenti tra i Ministeri coinvolti.

 

DOMANDA I sacchetti “vecchi” già acquistati prima del 31/12/2017, possono essere utilizzati fino all’esaurimento delle scorte o devono essere smaltiti?

RISPOSTA – I sacchetti “vecchi” – se sono fuori norma e non soddisfano le specifiche tecniche prescritte – non possono essere utilizzati fino ad esaurimento scorte ma devono essere smaltiti. Il periodo transitorio che intercorre tra emanazione della legge ed entrata in vigore è già trascorso con il 1° gennaio 2018.

 

DOMANDA –  Vi è un prezzo obbligatorio per la vendita dei nuovi sacchetti o il venditore può liberamente stabilirlo?

RISPOSTA – Non c’è un prezzo obbligatorio di vendita; esso viene stabilito liberamente dal venditore, tanto che si incontrano legittimamente sul mercato prezzi differenti per lo stesso tipo di oggetto.

 

DOMANDA – I sacchetti di plastica forata a protezione del pane (quelli che di solito si trovano al supermercato, il cosiddetto “pane confezionato”) sono esclusi dagli obblighi relativi ai sacchetti ultraleggeri?

RISPOSTA – Sì; questi sacchetti esulano dal campo di applicazione della recente norma. Si tratta infatti di un tipo di imballaggio diverso dalla busta usata per i prodotti sfusi. Il pane confezionato in busta – come ad esempio il pacco di altri prodotti da forno come i biscotti già confezionati – non è soggetto alla prezzatura obbligatoria.

 

DOMANDA  Gli involucri utilizzati dalle pulitintolavanderie per avvolgere e trasportare i capi puliti devono avere le caratteristiche dei sacchetti per l’asporto?

RISPOSTA – No, anche in questo caso la normativa da applicare è diversa. Essi sono imballaggi (al pari degli appendini veicolati spesso insieme a tali involucri) e rispondono alla normativa ed alla contribuzione prevista per Conai.

 

DOMANDA In base alla normativa vi è l’obbligo di inserire nello scontrino fiscale a fronte di una vendita di un qualsiasi prodotto qualora sia fornito anche lo shopper in plastica?

RISPOSTA – Sì. Se all’esercente viene richiesta una busta da asporto egli ha l’obbligo di fornirla con le caratteristiche prestazionali menzionate negli articoli citati, a titolo oneroso ed evidenziando il prezzo sullo scontrino di vendita.

 

DOMANDA  Tutte le imprese (non solo quelle che vendono alimentari) devono adeguarsi alle nuove regole e hanno quindi l’obbligo di cedere il sacchetto a titolo oneroso (lavanderie, tabaccherie, farmacie, ecc.)?

RISPOSTA – Le norme che riguardano le buste ultraleggere (biodegradabilità, compostabilità, spessore inferiore ai 15 micron, percentuale crescente di prodotto riciclato e  ora anche la prezzatura, ovvero l’apposizione della indicazione di prezzo sullo scontrino di vendita) devono essere osservate solo dalle imprese che vendono prodotti sfusi alimentari.  Le imprese che distribuiscono altri tipi di prodotti non utilizzeranno le buste ultraleggere ma altri tipi di shopper con caratteristiche e obblighi diversi. Si consideri che la circolare ministeriale effettua una ricognizione-sunto delle norme da applicare a tutti i tipi di borse di plastica.

 

DOMANDA – Come adempiono alla norma i calzolai, che non hanno l’obbligo di emettere scontrino?

RISPOSTA – Ferma restando l’applicazione delle norme (utilizzazione di borse dalle caratteristiche tecniche conformi) i calzolai adempiono al divieto di cessione gratuita applicando il relativo prezzo (fornitura a titolo oneroso) che, tuttavia, non trascrivono su scontrino dal quale sono esentati.

 

DOMANDA Le bustine utilizzate dagli orafi per inserirvi i gioielli lavorati o dalle ferramenta per avvolgere minuterie metalliche sono soggette alla normativa?

RISPOSTA – Fermo restando il doveroso approfondimento per tenere conto dei pareri delle diverse Amministrazioni competenti oltre al Ministero dell’Ambiente, e considerando l’uso di materiale alternativo compatibile quali le bustine di carta, sembra che le piccole bustine (spesso con cerniera clip scorrevole in plastica) possano non rientrare nel campo di applicazione della norma.

 

DOMANDA – Le borse di plastica possono essere vendute sottocosto?

RISPOSTA – Sì. Tale possibilità è stata riconosciuta per le buste ultraleggere ad uso alimentare dalla circolare MISE del 7/12/2017 0537605. Tuttavia a tale Ministero rimane la competenza per regolare compiutamente gli aspetti economico-commerciali qui sollevati.

 

DOMANDA Il cliente può utilizzare una propria borsa di plastica?

RISPOSTA – In base alla legge non vi sono elementi ostativi a riguardo. Vi è una eventuale restrizione a proposito che riguarda le buste ultraleggere in quanto – per ragioni sanitarie – devono essere “monouso” ossia non vanno riutilizzate.

 

 

 

Per informazioni:

Ufficio Aree di Mestiere – Alfredo Perico (Tel. 035.274.292; e-mail: alfredo.perico@artigianibg.com).

 

  • Contenuto non disponibile
    Clicca "Accetto" nel banner in cima alla pagina per visualizzare correttamente

Categorie delle News


CONFARTIGIANATO IMPRESE BERGAMO p.iva 02351170168 - c.f. 80021250164 | Copyright ©

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Cliccando su "Accetto" ne consentirai l'utilizzo. Maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close