Green Pass per accesso ai centri benessere: alcuni chiarimenti

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È stato pubblicato sulla GU n. 175 del 23 luglio 2021 il DL 105 recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”.

 

Il Decreto, che proroga fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza, stabilisce che – a partire dal 6 agosto – sarà possibile accedere ad alcune attività solo se si è in possesso di un “green pass” comprovante: l’effettuazione di almeno la prima dose di vaccino o la guarigione dall’infezione (validità sei mesi) o l’effettuazione di un “tampone negativo” (validità 48 ore.)

 

I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del Green pass sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

 

Tale misura non riguarda parrucchieri ed estetisti, mentre sono soggetti a tale previsione i centri benessere.

 

Stante la sovrapponibilità di alcune attività che possono essere svolte sia nei centri estetici che nei centri benessere, si ritiene che l’unico elemento di certezza da utilizzare in caso di controlli da parte della pubblica autorità sia il codice attività.

Pertanto:

  • sono esclusi dall’obbligo di verifica del green pass i centri estetici (Codice attività 96.02.02)

 

  • sono soggetti all’obbligo di verifica del green pass tutti i centri benessere (Codice attività 96.04.10), indipendentemente dai trattamenti erogati (quindi anche in caso di svolgimento di un trattamento estetico, qualora vi fosse una cabina di estetica all’interno).

 

Il predetto decreto è stato inviato alla Camera dei Deputati per la conversione in Legge (AC 3223).

 

Al fine di alleggerire le operazioni di verifica poste in capo alle imprese, Confartigianato ha veicolato alle Commissioni Affari sociali e Attività produttive della Camera un emendamento  volto a chiarire che le imprese stesse non sono responsabili della verifica dell’identità delle persone che accedono alle attività e ai servizi per cui è obbligatorio esibire il green pass, in quanto tale verifica spetta esclusivamente alla pubblica autorità.

Forniremo tempestive informazioni circa l’iter parlamentare del Decreto.

 

 

Per informazioni:
Aree di Mestiere  (tel. 035.274.311; e-mail: paola.caccia@artigianibg.com).

 

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