È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020).

 

Pubblichiamo di seguito una sintesi delle principali disposizioni in tema di lavoro e previdenza, che verranno approfondite quando saranno emanati i relativi provvedimenti attuativi e/o pubblicate le indicazioni operative.

 

Sgravio contributivo per l’assunzione di giovani under 36 (art. 1, commi 10-15)

È previsto l’esonero contributivo nella misura del 100% (contributi a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL e ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche), per un periodo di massimo 36 mesi e nel limite massimo di 6.000 euro annui per le assunzioni a tempo indeterminato, nonché le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine, effettuate negli anni 2021 e 2022, per soggetti che non hanno compiuto il 36° anno di età.

L’esonero spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto (nei 6 mesi precedenti l’assunzione), né procedano (nei 9 mesi successivi), a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

L’esonero non spetta in caso di conferma in servizio dell’apprendista e nemmeno in caso di alternanza scuola lavoro.

L’efficacia della disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea; inoltre come consuetudine si attende apposita Circolare INPS per chiarimenti e/o istruzioni operative.

 

Stabilizzazione della detrazione spettante a percettori di reddito dipendente (art. 1, comma 8)

È prevista la stabilizzazione della detrazione spettante ai percettori di reddito di lavoro dipendente e di talune fattispecie di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, con reddito complessivo annuo superiore a euro 28.000 e fino a euro 40.000 (come già prevista per il solo secondo semestre 2020 dall’art. 2 del D.L. 3/2020 conv. L.21/2020).

L’importo della detrazione, con riferimento al periodo d’imposta 2021 (gennaio-dicembre), è quantificato come di seguito riportato:

 

Reddito annuo complessivo Detrazione fiscale spettante
28.000 < RC ≤ 35.000 960 + 240 * [(35.000-RC) / 7.000]
35.000 < RC ≤ 40.000 960 * [(40.000-RC) / 5.000]
> 40.000 0

 

Sgravio contributivo per l’assunzione di donne (art. 1, commi 16-19)

È previsto un esonero nella misura del 100% (contributi a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL e ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche), per un periodo massimo di 12 mesi, elevabili a 18 in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato, nel limite massimo di 6.000 euro annui, per le assunzioni con contratto a tempo determinato di donne (di qualsiasi età) effettuate nel 2021 e nel 2022.

Come per la Legge Fornero (art. 4, Legge n. 92/2012), le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

L’efficacia della disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea; inoltre come consuetudine si attende apposita Circolare INPS per chiarimenti e/o istruzioni operative.

 

Fondo per l’esonero dal versamento dei contributi per autonomi e professionisti (art. 1, commi 20-22)

È prevista l’istituzione del Fondo per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti, con una dotazione finanziaria iniziale di 1 miliardo di euro per il 2021.

Il Fondo è destinato a finanziare l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti: dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS e dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019. Sono esclusi dall’esonero i premi dovuti all’INAIL.

Si attende apposito decreto interministeriale per la definizione di criteri e modalità per la concessione dell’esonero.

 

Rientro al lavoro delle madri lavoratrici (art. 1, comma 23)

Al fine di sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri e di favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, viene incrementato di 50 milioni di euro il Fondo per le politiche della famiglia a sostegno delle misure organizzative adottate dalle imprese per favorire il rientro al lavoro delle lavoratrici madri dopo il parto.

Si attende apposito decreto interministeriale per la definizione delle concrete misure di conciliazione.

 

Congedo di paternità (art. 1, commi 25 e 363)

Per eventi nascita del 2021 è elevata a 10 giorni la durata del congedo obbligatorio di paternità (ossia, indennità giornaliera a carico INPS pari al 100% della retribuzione media globale giornaliera, da fruire entro 5 mesi dalla nascita del figlio oppure dall’ingresso in famiglia del minore, o dall’entrata in Italia in caso di adozione internazionale).

Resta confermato nella misura di 1 giorno il congedo facoltativo del padre, in accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

Per la prima volta il congedo obbligatorio e facoltativo del padre è esteso anche ai casi di morte perinatale.

 

Rinnovo e proroga dei contratti a tempo determinato (art. 1, comma 279)

È prorogato al 31 marzo 2021 il termine entro cui i contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati in assenza di causale, per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta (indipendentemente che si tratti di proroga o rinnovo).

Si ricorda che l’INL, con Nota n. 713/2020, ha chiarito che si può procedere con proroga o rinnovo acausale anche laddove il rapporto a termine sia stato già oggetto di quattro proroghe, così come resta possibile effettuare un rinnovo (acausale) del contratto a termine anche prima della scadenza del periodo cuscinetto (c.d. “stop and go”), purché sia rispettata la durata massima di 24 mesi.

La norma è entrata in vigore dal 1 gennaio 2021, senza necessità di decreti attuativi; in allegato i relativi modelli di proroga/rinnovo rettificati.

 

Proroga Ammortizzatori Covid ed esonero contributivo alternativo agli stessi  (art. 1, commi 299-308; 312-314)

È prevista la concessione di ulteriori 12 settimane dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria e in deroga e di assegno ordinario previsti in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che riguardino lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza al 1° gennaio 2021.

Tali 12 settimane, esenti dal pagamento del contributo addizionale, devono essere collocate nel periodo ricompreso tra:

il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria;

il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione in deroga.

I periodi di integrazione salariale precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi del Decreto Ristori e collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, ove autorizzati, alle 12 settimane aggiuntive previste.

Restano confermati i termini di invio delle domande di trattamento e di trasmissione dei Modd. SR41, salvo successivi chiarimenti INPS.

Trascorsi inutilmente i predetti termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

Seguiranno specifiche indicazioni per FSBA.

 

Esonero contributivo alternativo al trattamento di integrazione salariale (art. 1, commi 306-308)

Previa autorizzazione della Commissione Europea, è previsto un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a favore dei datori di lavoro che non richiedano i suddetti interventi, per un periodo massimo di 8 settimane, fruibile entro il 31 marzo 2021.

Tale esonero è attribuito nei limiti delle ore di integrazione salariale riconosciute nei mesi di maggio e giugno 2020 ed è, entro tale ambito, riparametrato ed applicato su scala mensile.

È espressamente previsto che i datori di lavoro privati che abbiano richiesto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai sensi dell’articolo 12, comma 14 del DL n. 137/2020 (Decreto Ristori), possono rinunciare per la frazione di esonero richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione salariale concessi dalla Legge di Bilancio 2021.

Come per prassi si attendono note operative INPS, che verranno successivamente approfondite con l’apporto dell’ufficio tecnico.

 

Blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo (art. 1, commi 309-311)

È esteso fino al 31 marzo 2021 il divieto di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e a quelli collettivi per motivi economici, con sospensione delle procedure in corso.

Il divieto non si applica nelle ipotesi di licenziamenti motivati:

– dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa ai sensi dell’articolo 2112 del codice civile;

– in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nei casi in cui l’esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso;

– nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo ai quali è comunque riconosciuta l’indennità di disoccupazione Naspi.

Si ricorda che il divieto di licenziamento attualmente in vigore non è più subordinato all’integrale fruizione degli ammortizzatori sociali o dell’esonero contributivo.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento l’ufficio resta a disposizione.

 

Politiche attive e assegno di ricollocazione (art. 1, commi 324-327)

Al fine di favorire la transizione occupazionale tramite il potenziamento delle politiche attive nonché di sostenere il percorso di riforma degli ammortizzatori sociali, viene istituito un apposito fondo con una dotazione di 500 milioni di euro.

Per l’anno 2021 viene istituito un programma denominato «Garanzia di occupabilità dei lavoratori» (GOL), finalizzato all’inserimento occupazionale mediante l’erogazione di servizi specifici di politica attiva del lavoro.

L’efficacia della disposizione è subordinata all’emanazione di apposito decreto ministeriale.

Nelle more dell’istituzione del programma nazionale GOL, per l’anno 2021, resta confermato l’assegno di ricollocazione di cui all’articolo 23 del Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, riconosciuto dal Centro per l’impiego anche a coloro che si trovino in una delle seguenti condizioni:

– collocazione in cassa integrazione guadagni ai sensi dell’articolo 24-bis del Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148;

– sospensione del rapporto di lavoro e collocazione in cassa integrazione guadagni per cessazione dell’attività;

– percezione della NASPI e dell’indennità mensile di disoccupazione da oltre quattro mesi.

Seguiranno specifiche indicazioni da parte dell’ufficio competente.

 

Ulteriori disposizioni in materia pensionistica (art. 1, commi 336, 339, 345, 350)

È prevista la proroga di Opzione donna per il 2021 per le lavoratrici con 58 anni di età (59 se autonome) e 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2020.

Viene confermata a tutto il 2021 la sperimentazione della cosiddetta Ape sociale che consente di percepire un’indennità in attesa della maturazione dei requisiti pensionistici per alcune categorie di lavoratori svantaggiati.

Viene estesa fino al 2023 la c.d. isopensione per i lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per il pensionamento nei 7 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro.

Viene poi prevista una novità pensionistica di vantaggio riguardante il contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale e ciclico per cui anche le settimane non interessate da attività lavorativa sono da includere nel computo dell’anzianità utile ai fini del diritto al trattamento pensionistico. Con riferimento ai contratti di lavoro a tempo parziale esauriti prima del 1° gennaio 2021, il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è subordinato alla presentazione di apposita domanda dell’interessato corredata da idonea documentazione.

 

ISCRO (art. 1, commi 386-401)

È istituita l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) in favore dei soggetti iscritti alla gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo (di cui al comma 1 dell’articolo 53 del TUIR) e non titolari di trattamento pensionistico diretto, né assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie e non beneficiari di reddito di cittadinanza.

L’indennità è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito liquidato dall’Agenzia delle Entrate e viene erogata dall’INPS in 6 mensilità di importo variabile da un minimo di 250 euro a un massimo di 800 euro al mese.

La domanda per accedere all’indennità deve essere presentata in via telematica all’INPS, entro il termine del 31 ottobre di ciascuno degli anni dal 2021 al 2023, fissato a pena di decadenza.

Per poter presentare domanda, occorre:

– essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni;

– avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la richiesta, inferiore al 50% della media dei redditi dei 3 ulteriori anni precedenti;

– aver dichiarato, nell’anno precedente la richiesta, un reddito non superiore a 8.145 euro;

– essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria.

La prestazione può essere richiesta una sola volta nel triennio.

 

Lavoratori fragili (art. 1, commi 481-484)

E’ prevista l’estensione al periodo 1° gennaio 2021 – 28 febbraio 2021 delle disposizioni di cui all’articolo 26, commi 2 e 2-bis, del Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020), che prevedono l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero per i lavoratori dipendenti pubblici e privati (in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali) attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità.

 

Altre misure

Tra le altre misure di potenziale interesse si segnalano: incentivi fiscali per lavoratori rimpatriati (c.d. rientro dei cervelli), fondo impresa femminile, fondo per le Pmi creative, interventi per favorire la successione e la trasmissione delle imprese, proroga Cigs per le aziende in crisi, incentivi all’apprendistato duale, finanziamento istituti patronato, fondo per caregiver familiari, contratto di espansione interprofessionale, assegno di natalità, sostegno alle madri con figli disabili, credito d’imposta per formazione 4.0 e adeguamento ambienti di lavoro.

 

 

Per informazioni:

Ufficio Sindacale (sindacale@artigianibg.com).

 

 

Per scaricare la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) CLICCA QUI

 

 

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