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  • LEGGE DI BILANCIO 2021: LE MISURE E I...

Il 30 dicembre è stata pubblicata la Legge di Bilancio per il 2021  (LEGGE 30 dicembre 2020, n. 178), un provvedimento che ritentiamo positivo per le imprese.

 

Tante delle nostre richieste, infatti, sono state soddisfatte grazie all’impegno profuso in sede parlamentare da Confartigianato che si è attivata in molti interventi a favore delle micro e piccole imprese, raggiungendo risultati importanti su molti temi. Restano però ancora alcuni provvedimenti da migliorare o agevolazioni che sarebbe bene rendere permanenti e strutturali.

 

 

SEMAFORO VERDE (siamo soddisfatti)

Costituiscono certamente un risultato importante, gli ulteriori trattamenti di integrazione salariale con causale Covid per 12 settimane, che recepiscono le richieste di Confartigianato di rifinanziare i fondi di solidarietà bilaterali tra cui FSBA, il Fondo Bilaterale dell’Artigianato. È fondamentale però che il trasferimento delle risorse ai fondi avvenga celermente per consentire di effettuale i pagamenti.

 

Altro risultato considerevole è l’esonero contributivo dei datori di lavoro che non richiedono l’integrazione salariale: una misura positiva perché permette di ridurre il costo del lavoro a favore dei datori di lavoro che non ricorrono gli ammortizzatori sociali.

 

È inoltre fondamentale la proroga al 31/12/2021 delle misure a sostegno degli interventi di riqualificazione degli edifici (ristrutturazioni, riqualificazione energetica, recupero del patrimonio edilizio, acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, bonus facciate).

 

Molto positivi sono anche la semplificazione delle procedure e il rifinanziamento della nuova Sabatini, una delle misure più efficaci per adeguare le imprese alle nuove sfide del mercato, così come giudizio positivo anche per altri interventi che favoriscono l’accesso al credito delle imprese quali l’allungamento delle operazioni del fondo centrale di garanzia, il rifinanziamento del fondo di garanzia Pmi, la proroga delle misure previste dal decreto liquidità, la proroga della moratoria legale dei crediti.

 

Altre misure importanti sono rappresentate dall’estensione fino al 2022 del credito d’imposta per la formazione 4.0, con il riconoscimento di un bonus maggiore a favore delle piccole imprese; l’incremento delle risorse destinate ai percorsi formativi per i contratti di apprendistato duale e l’alternanza lavoro; le risorse stanziate per la transizione green delle piccole imprese; l’incremento del fondo rotativo per favorire l’internazionalizzazione delle imprese; l’istituzione di un fondo, benché limitato, a sostegno dell’impresa femminile; l’estensione dell’esonero contributivo per l’assunzione di donne, anche se sul tema sarebbe necessaria una misura di carattere più strutturale; l’estensione operativa del fondo antiusura; la proroga dei crediti di imposta previsti dal programma Transizione 4.0; la riduzione dell’Iva sui piatti destinati alla consegna a domicilio o all’asporto; l’istituzione di un fondo per sostenere le imprese di trasporto di persone con autobus (tra le più colpite dagli effetti della pandemia); l’incremento delle risorse per il trasporto scolastico; l’adeguamento della tariffa della revisione dei veicoli a motore e lo stanziamento di 240 milioni di risorse strutturali per l’autotrasporto.

 

 

SEMAFORO GIALLO (siamo abbastanza soddisfatti ma si poteva fare di più)

Bene l’esonero contributivo per l’assunzione di giovani fino ai 35 anni di età, tuttavia non siamo soddisfatti della mancata applicazione alle prosecuzioni dei contratti di apprendistato, istituto necessario per accrescere le competenze che servono realmente imprese. Apprezzabile anche il prolungamento di tre mesi del regime di a-casualità per i contratti a termine, ma è necessario un intervento strutturale, che elimini stabilmente l’obbligo di indicare la causale per tutti i contratti a tempo determinato.

Soddisfazione non completa per il bonus verde, con una proroga insufficiente, e per la proroga del cosiddetto “Superbonus 110%” (interventi individuati nel Decreto rilancio D.L. 34/2020) spostata al 30/06/2022 anziché a tutto il 2023 come aveva richiesto Confartigianato.

 

 

SEMAFORO ROSSO (non siamo per niente soddisfatti)

Parere totalmente negativo invece sulla proroga al 31 marzo 2021 del blocco dei licenziamenti sia individuali che collettivi che, combinato con la crisi, rischia di incidere negativamente sul mercato del lavoro e sull’occupazione.

Criticità anche sull’anticipazione della scadenza al 30 giugno 2021, anziché al 31 dicembre 2021, del termine per utilizzare il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

 

 

Per una migliore lettura degli interventi compresi nella Legge di Bilancio, alleghiamo una presentazione “infografica” dei diversi provvedimenti con i risultati raggiunti e il giudizio di Confartigianato, unitamente ad una sintesi delle modifiche introdotte nel corso dell’iter parlamentare.

 

CLICCA QUI per scaricare le infografiche.

 

 

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