Prove non distruttive: pubblicata la UNI 11867

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La termografia all’infrarosso consente di ottenere una mappa di temperatura su di una superficie, a geometria anche complessa, a partire dalla radiazione termica emessa da tale superficie nella banda dell’infrarosso. Tale mappa di temperatura può essere sfruttata per diverse finalità in molteplici campi di applicazione. Infatti, la termografia all’infrarosso può essere utilizzata per acquisire informazioni utili a: soluzione di problemi di termo-fluidodinamica, certificazione energetica degli edifici, controllo non-distruttivo dei materiali, caratterizzazione dei materiali e così via. Il tutto senza alcun contatto fisico con la superficie da esaminare; l’ispezione è effettuata a distanza garantendo, al contempo, l’integrità della parte da ispezionare e la sicurezza dell’operatore. È sufficiente avere una buona termocamera, preparazione tecnico-scientifica, competenza, tanta esperienza e un po’ di fantasia!

Eppure, la termografia all’infrarosso non è ancora sfruttata adeguatamente; a volte è ritenuta ingiustamente non idonea. Ovviamente, la soluzione di un problema richiede un giusto compromesso tra due fattori essenziali: la capacità risolutiva della strumentazione utilizzata, ovvero la scelta della termocamera più adatta per la specifica applicazione, e l’abilità dell’operatore.

In questo contesto, grazie alla commissione Prove non distruttive, è stata da poco realizzata la UNI 11867. Lo scopo di questa norma tecnica è di fornire alcune indicazioni basilari sull’uso della termografia all’infrarosso nei vari ambiti di applicazione. In pratica, vuole essere un documento di base di facile consultazione che richiami e integri le norme esistenti e che possa dare indicazioni generali soprattutto per i nuovi utilizzatori della termografia all’infrarosso ed anche cercare di fare chiarezza e contrastare le informazioni non del tutto corrette che circolano sui mezzi di comunicazione. In particolare, sono fornite informazioni sul corretto utilizzo della termocamera e si allerta l’operatore sugli errori da evitare soprattutto nell’interpretazione delle immagini termografiche acquisite. Si può partire da questa norma di base per sviluppare nel futuro linee guida per applicazioni particolari quali: ispezione di edifici, controllo qualità (per esempio dispositivi elettronici), analisi di materiali e componenti e altro.

 

Il documento al suo interno identifica i principali campi di applicazione quali: il controllo non distruttivo di materiali e manufatti; il controllo qualità di processi produttivi; l’edilizia e beni culturali; la fluidodinamica; l’ispezione e la manutenzione; la medicina e veterinaria; la meteorologia; il monitoraggio prove meccaniche; il settore elettrico/elettronico e per finire il settore ricerca e sviluppo che è da ritenersi anche trasversale ad altri campi di applicazione sopra elencati. Questo elenco non è esaustivo, ci sono infatti diverse sperimentazioni su nuove applicazioni che non pongono limiti a questa diagnostica.

 

Entrando più nel dettaglio la termografia all’infrarosso, tramite l’utilizzo della termocamera, consente di ottenere la mappa della radiazione termica della superficie che si desidera inquadrare. È denominata con l’acronimo IRT (InfraRed Thermography) e TT (Thermographic Testing) nella variante di controllo non distruttivo (CND). È basata su principi fisici che coinvolgono diverse discipline quali per esempio: elettromagnetismo, ottica, termodinamica, informatica, trasmissione del calore. Relativamente al settore di applicazione, sono coinvolte altre discipline come la fluidodinamica e la tecnologia dei materiali e delle costruzioni, l’elettronica, la medicina.

Il documento riprende al suo interno i seguenti riferimenti normativi:

  1. UNI EN 16714-3 Prove non distruttive – Prove termografiche – Parte 3: Termini e definizioni;
  2. UNI ISO 18434-1 Monitoraggio e diagnostica dello stato delle macchine – Termografia – Parte 1: Procedure generali.

FONTE UNI

La termografia all’infrarosso consente di ottenere una mappa di temperatura su di una superficie, a geometria anche complessa, a partire dalla radiazione termica emessa da tale superficie nella banda dell’infrarosso. Tale mappa di temperatura può essere sfruttata per diverse finalità in molteplici campi di applicazione. Infatti, la termografia all’infrarosso può essere utilizzata per acquisire informazioni utili a: soluzione di problemi di termo-fluidodinamica, certificazione energetica degli edifici, controllo non-distruttivo dei materiali, caratterizzazione dei materiali e così via. Il tutto senza alcun contatto fisico con la superficie da esaminare; l’ispezione è effettuata a distanza garantendo, al contempo, l’integrità della parte da ispezionare e la sicurezza dell’operatore. È sufficiente avere una buona termocamera, preparazione tecnico-scientifica, competenza, tanta esperienza e un po’ di fantasia!

 

Eppure, la termografia all’infrarosso non è ancora sfruttata adeguatamente; a volte è ritenuta ingiustamente non idonea. Ovviamente, la soluzione di un problema richiede un giusto compromesso tra due fattori essenziali: la capacità risolutiva della strumentazione utilizzata, ovvero la scelta della termocamera più adatta per la specifica applicazione, e l’abilità dell’operatore.

 

In questo contesto, grazie alla commissione Prove non distruttive, è stata da poco realizzata la UNI 11867. Lo scopo di questa norma tecnica è di fornire alcune indicazioni basilari sull’uso della termografia all’infrarosso nei vari ambiti di applicazione. In pratica, vuole essere un documento di base di facile consultazione che richiami e integri le norme esistenti e che possa dare indicazioni generali soprattutto per i nuovi utilizzatori della termografia all’infrarosso ed anche cercare di fare chiarezza e contrastare le informazioni non del tutto corrette che circolano sui mezzi di comunicazione. In particolare, sono fornite informazioni sul corretto utilizzo della termocamera e si allerta l’operatore sugli errori da evitare soprattutto nell’interpretazione delle immagini termografiche acquisite. Si può partire da questa norma di base per sviluppare nel futuro linee guida per applicazioni particolari quali: ispezione di edifici, controllo qualità (per esempio dispositivi elettronici), analisi di materiali e componenti e altro.

 

Il documento al suo interno identifica i principali campi di applicazione quali: il controllo non distruttivo di materiali e manufatti; il controllo qualità di processi produttivi; l’edilizia e beni culturali; la fluidodinamica; l’ispezione e la manutenzione; la medicina e veterinaria; la meteorologia; il monitoraggio prove meccaniche; il settore elettrico/elettronico e per finire il settore ricerca e sviluppo che è da ritenersi anche trasversale ad altri campi di applicazione sopra elencati. Questo elenco non è esaustivo, ci sono infatti diverse sperimentazioni su nuove applicazioni che non pongono limiti a questa diagnostica.

 

Entrando più nel dettaglio la termografia all’infrarosso, tramite l’utilizzo della termocamera, consente di ottenere la mappa della radiazione termica della superficie che si desidera inquadrare. È denominata con l’acronimo IRT (InfraRed Thermography) e TT (Thermographic Testing) nella variante di controllo non distruttivo (CND). È basata su principi fisici che coinvolgono diverse discipline quali per esempio: elettromagnetismo, ottica, termodinamica, informatica, trasmissione del calore. Relativamente al settore di applicazione, sono coinvolte altre discipline come la fluidodinamica e la tecnologia dei materiali e delle costruzioni, l’elettronica, la medicina.

 

Il documento riprende al suo interno i seguenti riferimenti normativi:

  1. UNI EN 16714-3Prove non distruttive – Prove termografiche – Parte 3: Termini e definizioni;
  2. UNI ISO 18434-1Monitoraggio e diagnostica dello stato delle macchine – Termografia – Parte 1: Procedure generali.

 

(FONTE UNI)

 

Per informazioni:
Ufficio Aree di Mestiere – Marco Trussardi (tel. 035.274.355; e-mail: marco.trussardi@artigianibg.com).

 

 

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