Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 non rappresentano solo un grande evento sportivo internazionale, ma anche una concreta opportunità economica per il sistema produttivo bergamasco.
A confermarlo è il rapporto dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, che evidenzia il ruolo di primo piano della provincia di Bergamo nella filiera della sport economy.
Con 619 imprese attive, Bergamo si colloca al sesto posto in Italia per numero di aziende operanti nel comparto, preceduta in Lombardia da Brescia con 661 imprese.
A svettare in testa alla classifica è il capoluogo, Milano, al primo posto con 2.202 imprese.
Un dato che conferma Bergamo come uno dei poli di eccellenza regionali nelle produzioni e nei servizi legati allo sport.
Le imprese bergamasche della sport economy rappresentano lo 0,7% del totale delle imprese del territorio e impiegano 2.047 addetti.
A livello regionale, la Lombardia guida la classifica nazionale con 5.816 imprenditori attivi nella sport economy, distribuiti in 14 settori che spaziano dall’abbigliamento tecnico alle attrezzature sportive, fino ai servizi e alle infrastrutture. Complessivamente, queste imprese rappresentano lo 0,6% del totale regionale e occupano 15.492 addetti.
Il rapporto mette in evidenza alcune caratteristiche strutturali del comparto:
il 99,5% delle imprese della sport economy ha meno di 50 addetti, confermando la netta prevalenza di micro e piccole imprese;
nella manifattura dei prodotti sportivi, l’artigianato rappresenta il 45,5% delle imprese, a dimostrazione del ruolo centrale del sistema artigiano nelle filiere legate allo sport.
Un ulteriore elemento di analisi arriva dal sondaggio d’ascolto “Bilancio 2025 e Aspettative 2026 delle MPMI lombarde” realizzato a fine anno da Confartigianato Lombardia tra tutti gli associati della regione (403 le imprese associate a Confartigianato Imprese Bergamo che hanno risposto).
Dai risultati emerge che il 6% dell’artigianato e delle micro e piccole imprese considera Milano-Cortina 2026 un’opportunità diretta, quota che sale al 23,5% tra le imprese più orientate a intercettare la domanda turistica.
Le Olimpiadi sono viste soprattutto come una leva per:
l’aumento delle commesse e delle richieste di servizi;
la crescita dei flussi turistici;
lo sviluppo di infrastrutture e cantieri sul territorio;
una maggiore visibilità e attrattività economica, con effetti diretti e indiretti sulle filiere locali.
Accanto agli impatti indiretti, il rapporto segnala anche coinvolgimenti diretti di alcune imprese, tra cui fornitori di impianti di refrigerazione per palazzetti del ghiaccio, produttori di abbigliamento tecnico, imprese impegnate nei lavori infrastrutturali e nella realizzazione di impianti sportivi, aziende della filiera degli sponsor olimpici e imprese specializzate nella produzione di reti per le piste da sci.
Un quadro che conferma come Milano-Cortina 2026 rappresenti una sfida e un’opportunità anche per le imprese artigiane bergamasche, chiamate a valorizzare competenze, qualità produttiva e capacità di innovazione in un contesto di rilevanza internazionale.