Il telegiornale Bergamo TG ore 12 di Bergamo TV, andato in onda venerdì 13 marzo, ha dedicato un approfondimento al comparto dei restauratori, mettendo in luce il valore di un mestiere tipicamente artigiano, che custodisce il patrimonio artistico e culturale del territorio e che, allo stesso tempo, richiede competenze sempre più specialistiche e aggiornate.
Il servizio, firmato dalla giornalista Paola Abrate e realizzato in collaborazione con Confartigianato Imprese Bergamo, ha acceso i riflettori su un settore che in provincia di Bergamo si distingue per radicamento, qualità artigiana e capacità di coniugare tradizione, manualità e innovazione.
Per raccontare da vicino questo mondo, le telecamere di Bergamo TV sono andate a Pradalunga, nel laboratorio di restauro ligneo dell’imprenditore associato Davide Fiammarelli, componente dell’Area Immagine, Arte e Comunicazione di Confartigianato Imprese Bergamo.
In collegamento in diretta Rita Messina Moretti, vicepresidente di Confartigianato Imprese Bergamo, consigliera dell’Area Arte, Immagine e Comunicazione e del Gruppo Restauro di Confartigianato Lombardia, ha sottolineato come “il restauro è un mestiere che da sempre si tramanda da bottega a bottega, attraverso esperienza, pratica e competenze acquisite sul campo. E anche oggi che le normative prevedono per la figura del restauratore qualificato un iter di formazione universitaria, rimane fondamentale la pratica svolta nelle botteghe, che continueranno ad esistere e a resistere”.
I numeri del settore
A Bergamo un comparto radicato e fortemente artigiano
Il restauro in provincia di Bergamo rappresenta una realtà solida e profondamente artigiana. Secondo il focus dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, sul territorio bergamasco si contano 104 imprese attive nelle attività di conservazione e restauro di opere d’arte, di cui 97 artigiane (dati aggiornati al 2021).
Significa che il 93,3% del comparto è composto da imprese artigiane: una quota molto elevata, superiore anche alla media regionale, che si attesta all’87,9%. Bergamo si colloca così tra le province lombarde più rilevanti del settore, dopo Milano e Brescia, confermando una vocazione territoriale molto marcata in questo ambito.
La sola città di Bergamo figura, inoltre, al terzo posto tra i comuni lombardi per maggior numero di beni culturali presenti (653), preceduta solo da Milano (1.691) e Brescia (794).
A livello regionale, il comparto conta 675 imprese, di cui 593 artigiane, e occupa oltre 1.000 addetti, con una forte incidenza dell’artigianato anche sul piano occupazionale. In provincia di Bergamo gli addetti del settore sono oltre 130, dato che colloca il territorio tra quelli a maggiore specializzazione, insieme a Varese, anche nel panorama nazionale.
Il ruolo dei restauratori è reso ancora più importante dalla fragilità del patrimonio culturale locale: in provincia di Bergamo si contano 185 beni culturali esposti a rischio idraulico medio e 67 beni in aree a rischio frana elevato o molto elevato.
Accanto alla rilevanza del comparto emergono però anche alcune criticità, in particolare la difficoltà di reperire nuove professionalità specializzate.
Allo stesso tempo, il mestiere del restauratore evolve e richiede sempre più competenze avanzate, comprese quelle digitali e tecnologiche, confermandosi un ambito in cui tradizione artigiana e innovazione convivono.
Rivedi il servizio e l’intervista:
https://bergamotv.ecodibergamo.it/tv/video/bergamo-tg-13-03-2026-220511-1171/
(dal minuto 41:29 al minuto 47:35)