È stato pubblicato lo scorso 30 aprile, il decreto-legge “Lavoro” (DECRETO-LEGGE 30 aprile 2026, n. 62 – Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale), approvato il 28 aprile dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il decreto contiene una serie di interventi finalizzati a sostenere l’occupazione stabile, con particolare attenzione a giovani, donne, disoccupati di lungo periodo e lavoratori delle aree della ZES unica per il Mezzogiorno.
Tra gli elementi qualificanti del provvedimento vi è il riconoscimento della contrattazione collettiva come strumento centrale per la determinazione del salario giusto. Il decreto fa infatti esplicito riferimento ai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Sul fronte dell’occupazione, il provvedimento stanzia complessivamente 934 milioni di euro per favorire nuove assunzioni a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2026 e introduce diverse misure di decontribuzione.
In particolare, sono previsti:
- il bonus assunzione donne 2026, con esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, elevato a 800 euro nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno;
- il bonus assunzione giovani 2026, con esonero del 100% dei contributi previdenziali fino a 500 euro mensili per 24 mesi per nuove assunzioni di personale non dirigenziale con meno di 35 anni, limite elevato a 650 euro nelle aree di crisi;
- il bonus stabilizzazione giovani 2026, che prevede l’esonero totale dei contributi fino a 500 euro mensili per 24 mesi per la trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine instaurati dal 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per personale under 35 mai occupato stabilmente in precedenza.
Il decreto interviene inoltre sulla disciplina dei rinnovi contrattuali e introduce misure di contrasto al caporalato digitale, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme.
Confartigianato esprime un sostanziale apprezzamento per le misure contenute nel Decreto lavoro. In particolare, valuta positivamente gli incentivi alle assunzioni – bonus donne, bonus giovani e bonus ZES – perché orientati a sostenere l’occupazione stabile, così come l’incentivo per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, a sostegno dell’occupazione giovanile.
La Confederazione evidenzia tuttavia alcune criticità. I limiti introdotti alla fruizione dei benefici rischiano infatti di condizionarne l’effettivo utilizzo, soprattutto da parte delle imprese di piccola dimensione. Per questo Confartigianato auspica misure con un orizzonte temporale più ampio, capaci di offrire alle imprese una prospettiva più certa di programmazione.
Positivo anche il giudizio sulla conferma della centralità dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative. Per Confartigianato, la contrattazione collettiva di qualità rappresenta un elemento fondamentale di stabilità, utile a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale.
Al tempo stesso, Confartigianato ritiene opportuno che la legge non introduca rigidità tali da comprimere spazi importanti dell’autonomia negoziale delle parti sociali, in particolare nella delicata materia dei rinnovi contrattuali e dei periodi di carenza.
Per saperne di più scarica il provvedimento
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/04/30/26G00082/sg
Per maggiori informazioni contatta l’Ufficio Sindacale – Eva Morandi
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