Dal 7 aprile è entrata in vigore la Legge annuale sulle piccole e medie imprese (11 marzo 2026, n. 34), che introduce importanti novità anche in tema di valorizzazione e tutela dell’artigianato.
Per anni il termine “artigiano” è stato utilizzato in modo improprio in campagne pubblicitarie che hanno presentato come tali prodotti di origine industriale. Molti ricorderanno il noto slogan “artigiani della qualità”, adottato da aziende del settore arredamento, ma situazioni analoghe si sono riscontrate anche nel comparto alimentare, dove prodotti non realmente artigianali sono stati comunicati come tali.
Questa nuova normativa rappresenta un passo significativo nella direzione di una maggiore chiarezza e tutela, a beneficio sia delle imprese artigiane autentiche sia dei consumatori.
Dal 7 aprile questo non potrà più accadere. Tale data coincide con l’entrata in vigore della legge 34 dell’11 marzo scorso. “Da quel giorno – ribadisce il comunicato di Confartigianato – grazie ad una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato, i termini artigianato e artigianale non potranno più essere usati con leggerezza o peggio in modo ingannevole.
Infatti la legge annuale PMI, in vigore appunto dal 7 aprile, introduce una stretta sull’uso delle denominazioni artigianato e artigianale. L’utilizzo è riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo, con sanzioni fino all’1% del fatturato (minimo € 25.000,00) per chi usa il termine in modo improprio.
La nuova Legge annuale per le PMI ha così finalmente colmato una lacuna normativa che per decenni ha generato incertezza sul mercato. Il principio ora è scolpito nella norma: l’uso delle denominazioni “artigianato” e ‘artigianale’ è consentito esclusivamente alle imprese in possesso della qualifica artigiana ai sensi della legge vigente.
«Fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy». Questo il commento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli secondo il quale «questa norma riconosce finalmente il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che dal 7 aprile avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori».
La novità ha una portata rivoluzionaria per i settori simbolo della manifattura italiana come, ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico e tradizionale. In sostanza, si chiude l’era dei ‘furbetti’ che utilizzano il prestigio del termine “artigianato” senza averne titolo.
Per garantire che la legge non resti lettera morta, – termina il comunicato di Confartigianato – il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso. Per ogni violazione commessa nell’uso improprio della denominazione, è prevista una sanzione minima di € 25.000,00.”
La sfida delle nostre imprese sarà quella di valorizzare ancor di più questa opportunità continuando a realizzare i prodotti di eccellenza artigiana, vanto della nostra tradizione, del nostro saper fare e del nostro Made in Italy.