Assemblea nazionale di Confartigianato: celebrati a Roma gli 80 anni della Confederazione. Meloni annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato
All’Auditorium Conciliazione, alla presenza della premier Giorgia Meloni, l’Assemblea nazionale di Confartigianato ha celebrato gli 80 anni dalla fondazione della Confederazione, rilanciando le priorità per il futuro dell’artigianato e delle piccole imprese. Tra i temi centrali la riforma della legge quadro, il sostegno alla crescita, la formazione dei giovani e il ricambio generazionale. Presente anche una delegazione bergamasca guidata dal presidente Lorenzo Pinetti e dal direttore Stefano Maroni.
Si è svolta mercoledì 28 ottobre 2026, a Roma, presso l’Auditorium Conciliazione, l’Assemblea nazionale di Confartigianato, un appuntamento particolarmente significativo che quest’anno ha coinciso con le celebrazioni per gli 80 anni dalla fondazione della Confederazione.
All’evento hanno partecipato i delegati del Sistema Confartigianato provenienti da tutta Italia, insieme ai vertici del Governo, ai rappresentanti del Parlamento e agli esponenti delle principali organizzazioni economiche e sociali.
Tra i presenti anche una delegazione di imprenditori bergamaschi, guidata dal presidente di Confartigianato Imprese Bergamo Lorenzo Pinetti, insieme al direttore Stefano Maroni, che ha preso parte a questa importante occasione di confronto e di celebrazione dell’identità e dei valori dell’artigianato italiano.
Ad aprire i lavori è stato un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, seguito dalla relazione del presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli e dall’intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Granelli: «Il futuro non si aspetta, si costruisce. Insieme»
Nel suo intervento, il presidente Marco Granelli ha ripercorso gli 80 anni di storia della Confederazione, sottolineando come questo importante anniversario debba rappresentare non soltanto un momento di celebrazione, ma soprattutto un’occasione per guardare alle sfide che attendono il mondo produttivo.
«80 anni non solo di passato, ma di futuro, perché il futuro non si aspetta, si costruisce. Insieme», ha affermato Granelli, ribadendo il ruolo centrale dell’artigianato nello sviluppo economico e sociale del Paese.
Al centro della relazione, la necessità di aggiornare la legge quadro dell’artigianato del 1985, una normativa che ha accompagnato per oltre quarant’anni le imprese, ma che oggi necessita di essere adeguata alle profonde trasformazioni dell’economia.
Il presidente ha evidenziato come sarebbe contraddittorio riconoscere l’artigianato quale pilastro del sistema produttivo italiano e, contemporaneamente, lasciarlo vincolato a regole ormai superate. Da qui l’appello a completare rapidamente il percorso di riforma, anche alla luce dell’avvicinarsi della scadenza della delega legislativa.
Granelli ha quindi richiamato le altre priorità delle imprese: il rafforzamento degli strumenti di accesso al credito, a partire da Artigiancassa, la riduzione della pressione fiscale, il contenimento dei costi energetici, la semplificazione burocratica e il sostegno agli investimenti e alla produttività.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema del lavoro e delle nuove generazioni, con la richiesta di valorizzare l’apprendistato, incentivare fiscalmente le assunzioni dei giovani e rafforzare il collegamento tra scuola, formazione e imprese.
Un mondo, quello artigiano, che continua a dimostrare vitalità: nel 2025, ha ricordato Granelli, sono nate in Italia 317 imprese artigiane ogni giorno, a testimonianza di una capacità imprenditoriale diffusa, radicata nei territori e capace di coniugare manifattura, competenze e innovazione tecnologica.
Una realtà che smentisce l’idea secondo cui le piccole dimensioni rappresenterebbero necessariamente un limite alla crescita.
Meloni annuncia: «Oggi il decreto che riforma la legge quadro dell’artigianato»
Uno dei momenti più significativi dell’Assemblea è stato l’intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha annunciato l’imminente approvazione, nel Consiglio dei ministri convocato nella stessa giornata, del decreto di riforma della legge quadro dell’artigianato dell’8 agosto 1985.
Un annuncio di particolare rilievo per una riforma attesa da decenni dal mondo delle imprese artigiane.
La premier ha sottolineato come il sistema normativo abbia finora posto le imprese di fronte a un paradosso: poter crescere, ma rischiando di perdere la propria identità artigiana.
«Crescere non significherà più doversi snaturare», ha affermato Meloni, illustrando uno dei principi del provvedimento: consentire a un’impresa che abbia mantenuto la qualifica artigiana per almeno sette anni di conservarla anche in caso di aumento del numero dei dipendenti.
La presidente del Consiglio ha ribadito che l’identità artigiana non può essere definita esclusivamente dalle dimensioni aziendali, ma deve continuare a valorizzare il ruolo diretto dell’imprenditore, il lavoro e le competenze produttive.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla necessità di superare i pregiudizi culturali nei confronti della formazione tecnica e professionale, troppo spesso considerata un percorso di minor valore rispetto agli studi tradizionali.
Meloni ha richiamato l’importanza degli ITS Academy e annunciato l’impegno a favorire il passaggio generazionale nelle imprese, anche attraverso misure che consentano agli artigiani più anziani di ridurre l’attività lavorativa, con agevolazioni contributive legate all’assunzione di giovani.
Tra gli altri temi affrontati, gli strumenti per la competitività e l’innovazione, come Transizione 5.0 e Nuova Sabatini, il sostegno all’internazionalizzazione e la questione dei prezzi dell’energia, indicata come una delle priorità dell’azione di Governo.
Nel concludere il proprio intervento, la premier ha richiamato il contributo delle imprese artigiane alla ricostruzione e alla crescita dell’Italia negli ultimi ottant’anni, sottolineando il valore della trasmissione dei mestieri e delle competenze tra generazioni.
«Finché ci sarà un ragazzo che impara un mestiere da chi lo sa fare, l’Italia avrà un futuro», ha affermato Meloni.
Il messaggio dell’Europa: competitività e valorizzazione delle differenze
Nel corso dell’Assemblea è stato trasmesso anche un messaggio della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha richiamato la necessità di correggere le regole che rischiano di ostacolare, anziché sostenere, l’attività delle imprese.
Metsola ha sottolineato come la competitività europea passi anche dalla capacità di riconoscere e valorizzare le specificità dei diversi sistemi produttivi, trasformandole in opportunità di crescita e innovazione.
Ottant’anni di Confartigianato: dalle radici al futuro
La parte conclusiva dell’Assemblea è stata dedicata alle celebrazioni per gli 80 anni di Confartigianato, un traguardo che racconta otto decenni di rappresentanza, impegno associativo e vicinanza alle imprese.
Granelli ha richiamato i valori che hanno accompagnato la Confederazione lungo tutta la sua storia e che dovranno continuare a guidarla anche in futuro: libertà, solidarietà e dignità del lavoro.
In particolare, ha invitato a superare una rappresentazione dell’artigianato basata esclusivamente sulle piccole dimensioni, per valorizzarne invece il ruolo di economia della prossimità, capace di creare relazioni, custodire competenze, rispondere ai bisogni delle comunità e contribuire al successo del Made in Italy.
A suggellare le celebrazioni, un talk con il conduttore televisivo Carlo Conti, protagonista di un dialogo sul valore del talento, della professionalità e di quel saper fare che accomuna il mondo artigiano e quello della comunicazione.
Di seguito l’intervento di Federico Quaranta che da diversi anni collabora con Confartigianato Imprese nella realizzazione della trasmissione Linea Verde Start in onda su RAI 1 in un viaggio nei territori e nelle imprese artigiane.
L’Assemblea si è conclusa con uno sguardo rivolto al futuro, nel segno di un messaggio condiviso: l’artigianato non è soltanto un patrimonio da custodire, ma una risorsa viva e strategica sulla quale costruire il futuro economico e sociale del Paese.