Raccolta pneumatici fuori uso, è ancora emergenza. Confartigianato sollecita intervento urgente del Ministero dell’Ambiente

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Il Presidente di Confartigianato Autoriparazione, Massimo Ruffa, si è rivolto al Ministero dell’Ambiente, con una lettera inviata al Direttore generale economia circolare e bonifiche, Luca Proietti, per segnalare la situazione in cui versano le imprese di autoriparazione alle prese con la raccolta degli pneumatici fuori uso.

 

“Permane – scrive il Presidente Ruffa – la situazione generalizzata di inefficienza/discontinuità del servizio, relativamente ai tempi di attesa e quantitativi ritirati, che non risponde ai fabbisogni degli autoriparatori-gommisti costretti ormai ad operare in una continua condizione di emergenza, con il rischio sempre incombente di incorrere nel blocco del ritiro PFU. La problematica della giacenza di PFU ricade sugli autoriparatori non solo sul piano operativo, ma anche economico esponendoli al rischio di incorrere in pesanti sanzioni amministrative, oltre a creare gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute della collettività”.
A fronte di queste criticità, il Presidente di Confartigianato Autoriparazione sollecita al Ministero “l’attivazione di un nuovo extra target di raccolta di PFU, quale misura prioritaria di sostegno immediato per alleviare le difficoltà operative delle nostre imprese”. Un intervento che va però “accompagnato da misure di carattere strutturale, anche di natura legislativa, volte ad efficientare l’intero sistema di gestione e raccolta degli pneumatici in un’ottica di trasparenza, tracciabilità e legalità in grado di garantirne la sostenibilità economica”.

 

Ruffa chiede inoltre un incontro urgente per affrontare nel merito le diverse problematiche e fornire il contributo della Categoria nell’interesse non solo degli autoriparatori-gommisti, ma dell’intera filiera, della collettività e dell’ambiente.

 

Tra le soluzioni suggerite da Confartigianato, “implementare il Registro Nazionale Produttori e Importatori Pneumatici istituito dal Ministero, prevedendo una specifica funzionalità del portale, dedicata agli autoriparatori per la ricezione delle richieste di ritiro PFU da parte delle officine e lo smistamento automatico ai Consorzi obbligatori. La gestione centralizzata del servizio di raccolta PFU attraverso il canale istituzionale già esistente, ovvero il Registro, riteniamo sia la soluzione più corretta e trasparente per una effettiva regolamentazione e ottimizzazione del meccanismo, a beneficio non solo degli autoriparatori, ma di tutti gli attori della filiera.

 

Confartigianato chiede anche di sostenere e agevolare le imprese che operano regolarmente, attraverso un meccanismo di raccolta PFU vincolato alla legittimità degli operatori, che devono essere qualificati ai sensi della Legge 122/1992 (Disciplina Autoriparazione) e alla regolarità dell’acquisto degli pneumatici attestata da idonea documentazione, in modo tale da garantire l’effettività del servizio ritiro a fronte del pagamento del contributo. Ciò anche al fine di contrastare fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale, evitando che i Consorzi procedano al ritiro presso operatori-gommisti che praticano irregolarmente la sostituzione di pneumatici, con i conseguenti rischi non solo per l’ambiente, ma anche ai fini della sicurezza stradale.

 

E ancora, intensificare e concentrare il controllo dei flussi degli pneumatici a monte della filiera da parte degli Organi di Vigilanza competenti, con un’attenzione particolare alle vendite on-line. Ciò al fine di intercettare i flussi illeciti e contrastare le aree di illegalità presenti sul mercato, snidare le forme di evasione fiscale e del contributo ambientale e recuperare risorse a beneficio dell’economia, dell’ambiente e dell’intera collettività. Inoltre, tra le sollecitazioni di Confartigianato vi è quella di rivedere il sistema di assegnazione dei quantitativi di PFU secondo criteri che rispondano alle effettive esigenze e specificità territoriali, superando i problemi di accorpamenti in macro-aree poco funzionali sul piano operativo (es. accorpamento Marche a Umbria e Toscana).

 

 

 

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