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Semplificazione e pressione fiscale, Pinetti: «Meno burocrazia significa più impresa»

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Pressione fiscale, complessità degli adempimenti, riforma del fisco e difficoltà di accesso agli incentivi. Sono questi i temi al centro della nuova videointervista a Lorenzo Pinetti, presidente di Confartigianato Imprese Bergamo, dedicata al rapporto quotidiano tra le piccole imprese, il sistema fiscale e la Pubblica Amministrazione.

 

Un confronto che parte da un dato significativo: nel 2025 la pressione fiscale italiana ha raggiunto il 43,1% del PIL, quasi due punti sopra la media dell’Eurozona. Ma, come sottolinea Pinetti, il problema per le imprese non riguarda soltanto quanto si paga. A pesare sono anche la complessità delle norme, gli adempimenti ripetitivi, le scadenze concentrate e le difficoltà interpretative.

 

Una riforma ancora da completare

Secondo il Tax Reform Index di Confartigianato, la riforma fiscale è attuata al 65% per le piccole imprese. Alcuni passi avanti sono stati compiuti, ma restano aperti temi importanti, come la no tax area, il superamento dell’IRAP per le società di persone, il riordino dell’IVA e la semplificazione delle detrazioni. Anche la digitalizzazione è utile solo se riduce davvero procedure e adempimenti, evitando di trasformarsi in nuova burocrazia digitale.

 

Meno adempimenti e più liquidità

Reverse charge e ritenuta dell’11% sui bonifici per i bonus edilizi sono tra i meccanismi che complicano maggiormente la gestione delle imprese, generando crediti fiscali e sottraendo liquidità. Per Pinetti, la lotta all’evasione deve continuare con controlli più mirati, capaci di distinguere gli errori formali dalle irregolarità sostanziali.

 

Incentivi semplici, stabili e accessibili

Un’attenzione particolare è dedicata anche agli incentivi. Click day, certificazioni, perizie, asseverazioni e rendicontazioni complesse rischiano di rendere le agevolazioni difficilmente accessibili proprio alle realtà più piccole.

La richiesta di Confartigianato è quindi quella di trasformare la semplificazione in una vera politica economica: meno adempimenti inutili, sanzioni proporzionate, strumenti stabili e regole comprensibili. Ridurre la burocrazia significa liberare tempo, risorse umane e liquidità da destinare al lavoro, agli investimenti e alla crescita. Significa, in definitiva, aumentare la produttività e la capacità delle imprese di creare valore sul territorio.

 

 

 

Guarda la videointervista al presidente Lorenzo Pinetti per approfondire il tema:

 

 

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